Bradicardia

Con il termine Bradicardia si intende un abbassamento della frequenza cardiaca al di sotto della soglia della normalità. In particolare, la frequenza cardiaca è inferiore ai 60 battiti al minuto, e in base alla gravità viene definita bradicardia lieve, moderata, o grave.

Può essere definita bradicardia un battito irregolare, ovvero quando il cuore non riesce a pompare una quantità sufficiente di ossigeno durante le normali attività, o nel caso di uno sforzo fisico. Sono varie le cause che provocano la bradicardia, e possono essere sia patologie, oppure causata dall’allenamento, e quindi prive di significato patologico. Non è raro, infatti, che atleti professionisti come Miguel Indurain abbiano una frequenza cardiaca che si aggiri intorno ai 30 bpm.

I sintomi della bradicardia

Il sintomo più evidente in caso di bradicardia è appunto una ridotta frequenza cardiaca a riposo. Tuttavia, nei casi in cui la bradicardia assuma un valore patologico, allora oltre ad una frequenza irregolare possono comparire anche altri sintomi. I sintomi sono la conseguenza di un compromesso apporto di sangue ai distretti dell’organismo, e possono essere vertigini, dispnea, fatica e stanchezza, sincope, ipotensione, disturbi del sonno, dolore toracico e confusione.

Le cause della bradicardia

La bradicardia è una conseguenza di un problema di impulsi elettrici a carico del cuore. In questo caso possono comparire aritmie più o meno severe, concentrate nel seno-atriale, provocando una diminuzione del battito sinusale. Altre cause possono essere cardiopatia congenita, formazione di tessuto cicatriziale conseguente ad un infarto del miocardio, difetti congeniti del cuore, blocco cardiaco, malfunzionamento del pacemaker naturale del cuore, oppure può essere un effetto collaterale di determinati farmaci.

I fattori di rischio

Vi sono diversi fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare bradicardia. Se il problema non è di natura patologica, l’unico fattore scatenante può essere un allenamento intensivo, come succede agli atleti agonisti.

Vi sono però dei fattori di rischio che possono scatenare una patologia, e quindi provocata da malattie a carico del sistema cardiocircolatorio. È a rischio, infatti, chi ha superato i 65 anni di età, oltre che chi ha un’anamnesi di malattie cardiache pregresse nella propria famiglia.

A rischio è anche chi si è sottoposto ad un intervento al cuore, e chi assume già farmaci per problemi cardiologici. A rischio è anche chi ha alcune malattie endocrinologiche come ipotiroidismo, oppure a carico dei surreni.

Diagnosticare la bradicardia

Se si sospetta una bradicardia, il medico sottoporrà il paziente ad esami specifici come l’elettrocardiogramma a riposo, oppure sotto sforzo. Vi è poi possibilità di fare ulteriori accertamenti con altri esami come l’Holter, ovvero il monitoraggio cardiologico prolungato per ventiquattro ore tramite appositi apparecchi portatili, oppure tramite il Tilt Test, o lo studio Elettrofisiologico.