Il latte vegetale si differenzia rispetto a quello vaccino perché, come si evince dal nome, proviene da organismi vegetali. Si tratta di un’opzione indicata in caso di un’alimentazione vegana o di intolleranze al lattosio, ma non solo. Dalla soia all’avena, dal riso alla mandorla, le opportunità per assumere il latte vegetale sono numerose. Scopriamo insieme i numeri relativi al suo consumo in Italia e le caratteristiche che hanno portato il latte vegetale ad un vero e proprio boom.

L’avanzata delle bevande vegetali in Italia: tipi e caratteristiche

Nel corso degli ultimi anni, il consumo di latte vegetale ha vissuto un vero e proprio boom. Il 78% degli italiani ha dichiarato di averlo assunto almeno una volta nella vita, mentre 1 cittadino su 10 lo inserisce abitualmente nella propria dieta. Le regioni più aperte a questa novità sono Lombardia e Veneto, che sembrano preferire il latte di cocco e quello di mandorla, nonostante vadano forti anche le bevande con diciture zero zuccheri e light. La curiosità di provare qualcosa di nuovo, dunque, sembra spingere gli italiani verso proposte simili, oltre all’esigenza di assumere prodotti più semplici da digerire rispetto al latte vaccino. C’è chi ritiene, inoltre, che queste bevande siano delle alternative più gustose, oltre che dei prodotti capaci di incrementare l’apporto di fibre e vitamine, e chi, invece, come testimoniano alcune recenti interviste, preferisce alternare le due tipologie di latte, ossia vegetale e animale.

Ma quanti tipi di latte vegetale esistono attualmente? Non si possono non citare il latte di canapa, quello di cocco, quello di riso, di mandorla, di soia e di avena, ognuno con le sue caratteristiche e proprietà, descritte di seguito.

  • Il latte di canapa contiene un’elevata concentrazione di vitamine e proteine;
  • il latte di cocco mantiene sotto controllo il tasso di colesterolo cattivo ed è un ottimo antivirale e antibatterico. Per i veri amanti, è possibile conoscere molte più informazioni riguardo alle caratteristiche del frutto che genera tale bevanda, leggendo ad esempio alcuni articoli di approfondimento disponibili sul web, come quello sulla noce di cocco dei Fratelli Orsero. Questo illustrerà ai più curiosi tutti i benefici e le modalità d’uso di tale frutto.
  • Il latte di riso offre oli vegetali e piccole sostanze molto nutrienti, come ferro, calcio e vitamina B12;
  • il latte di mandorla garantisce un’alta concentrazione di fibre, minerali e vitamine A e D, oltre agli acidi grassi Omega 3;
  • il latte di soia contiene tanto calcio e vitamine e si contraddistingue per un sapore delizioso;
  • il latte di avena, infine, migliora la funzionalità intestinale, e viene riconosciuto come prodotto ipocalorico.

Latte di cocco: il futuro promettente di questo alleato in cucina

Ormai il latte di cocco è diventato parte integrante della cucina italiana e può essere inserito nel menù quotidiano tramite diverse modalità. Chi vuole può utilizzarlo per realizzare gustosi antipasti, o per preparare primi o secondi piatti inebrianti. Molti sono gli amanti del cocco che preferiscono utilizzarlo nella preparazione di dessert e ricette dolci, dai biscotti fatti in casa alle praline di cioccolato e cocco, dalle cheesecake alle semplici bowl di frutta ideali per la colazione, sfruttando ogni singola parte di questo superfood. Senza dimenticare, poi, che il latte di cocco è una delle bevande più consigliate dai nutrizionisti e dagli esperti di alimentazione per iniziare la giornata col piede giusto, o per uno spuntino pomeridiano.

Nel complesso, dunque, si prevede che nei prossimi tre anni il latte vegetale, e ovviamente anche quello di cocco, possa far segnare un’ulteriore crescita, per un mercato globale che potrebbe superare i 22 miliardi di dollari. È da vedere se questo trend andrà avanti o se sarà solo una moda passeggera; non sono messi in discussione però, né i numerosi benefici né il gusto di questi prodotti.