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Decebalo fu l’ultimo re dei daci, e visse nel I secolo d.C. Non abbiamo dati chiari sull’anno della sua nascita, ma sappiamo che morì in Dacia nel 106 d. C., quando finì il suo regno.

Il suo predecessore fu Duras – Diurpaneo, e con la sua morte terminò il regno dei daci, e la Dacia diventò una provincia dell’impero romano governato da Traiano.

Decebalo, l’ultimo re dei daci, governò il suo popolo dall’anno 87 d. C., fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 106 d. C.

La storia di Decebalo, l’ultimo re dei daci

Dopo la morte del re Burebista nel 44 a.C., la Dacia fu divisa in cinque stati. L’unico che riuscì a riunire di nuovo i daci sotto un unico stato fu Duras Diurpaneo, zio di Decebalo. La capitale divenne Sarmizegetusa Regia, e l’esercito fu riorganizzato in un’unica grande forza.

Nell’85 d. C., le armate di Duras Diurpaneo devastarono la provincia romana della Mesia, a sud del fiume Danubio. Purtroppo, però, dopo l’intervento dell’imperatore Domiziano, Duras- Diurpaneo subì una pesante sconfitta e lasciò il trono al nipote Decebalo.

Decebalo fu subito sconfitto nella stessa battaglia. Tuttavia, altri scontri indussero Dominiziano a stipulare la pace con il re dei daci, evitando quindi scontri fino all’anno 101.

Nell’anno 101 d. C., Traiano invase la Dacia, ponendo fine alla pace con quel popolo. L’anno successivo il re di Dacia fu costretto ad arrendersi, anche se ottenne di poter mantenere le sue terre e continuare a governare il suo popolo.

Traiano distrusse delle importanti roccaforti costringendo finalmente il re ad attaccare le guarnigioni romane presenti nel suo regno invadendo la Mesia.

Fu a questo punto che Traiano intervenne sconfiggendo definitivamente la Dacia nell’anno 106. Decebalo si tagliò la gola per non essere catturato dal nemico. Il suo regno divenne una colonia romana.

Curiosità sull’ultimo re dei daci

Il nome Decebalo significa potente, o comunque “forte come dieci uomini”.

Nell’iconografia moderna, Decebalo viene raffigurato come una figura colossale. Presso le Porte dei Ferro (le gole del Danubio), infatti, vi è il “volto di Decebalo“, ovvero una scultura di 55 metri. La scultura è scavata nella roccia della montagna, e i lavori iniziarono nel 1994 e terminarono nel 2004.

Anche nelle figure rappresentate nella Colonna di Traiano viene raffigurato come una figura dalle abilità grandiose e con una forza straordinaria.

Decebalo viene descritto da Cassio Dione come un grandissimo e abilissimo capo militare, esperto di imboscate. Viene descritto anche come un astuto e pericoloso guerriero, esperto di scontri campali.