Quando si parla di apparecchiature elettromedicali il primo strumento che viene in mente è senza dubbio il termometro. Negli ultimi tempi, complice anche il difficile periodo di emergenza sanitaria dovuto al Coronavirus, gli apparecchi elettromedicali e, in generale, le forniture medico ospedaliere sono tornate ad occupare un posto di rilevanza per tenere sotto controllo in modo completamente autonomo parametri come, ad esempio, la temperatura corporea o il livello di ossigenazione del sangue.

Elettromedicali: partiamo dalla definizione!

Prima ancora di passare in rassegna quali sono le apparecchiature elettromedicali e fornire un elenco è importante offrire una definizione di questi strumenti. Gli apparecchi elettromedicali rientrano in quelle forniture medico ospedaliere che secondo la norma CEI 62.5 possono essere definiti come:

apparecchi elettrici dotati di una parte applicata che trasferiscono energia verso il o dal paziente, o rilevano tale trasferimento di energia verso il o dal paziente”.

In altre parole, si tratta di strumenti caratterizzati da una finalità di monitoraggio e valutazione diagnostica che possono essere utilizzati sia da figure professionali del settore sanitario, che dai pazienti, per controllare in modo autonomo determinati parametri relativi allo stato di salute.

Apparecchiature Elettromedicali: Elenco

Tra i numerosi apparecchi elettromedicali ad uso domestico è possibile citarne alcuni dei più utilizzati:

  • termometro
  • pulsossimetro
  • aerosol
  • misuratori di pressione sia manuali che digitali
  • elettrostimolatori
  • strumenti per la magnetoterapia
  • TENS
  • generatori di onde d’urto radiali

Il termometro è indubbiamente lo strumento più conosciuto perché permette di misurare in modo semplice e veloce la temperatura corporea. Esistono in commercio diverse tipologie di termometri, tra cui i termometri al galistan, che ricordano i vecchi termometri in mercurio ora non più utilizzati, i termometri digitali, i termometri a infrarossi e i termometri hi-tech. Se alcuni modelli di termometro devono essere utilizzati mettendo il dispositivo a diretto contatto con determinate parti del corpo, altri come i termometri a infrarossi e i termometri hi-tech richiedono semplicemente che il dispositivo venga avvicinato; quest’ultimi sono inoltre spesso utilizzati in campo pediatrico. Per quanto riguarda invece i pulsossimetri o saturimetri, si tratta nello specifico di strumenti che permettono di misurare il grado di ossigenazione del sangue e la frequenza cardiaca. Il loro utilizzo è molto semplice ed intuitivo: è sufficiente, infatti, inserire il dito nel dispositivo e attendere il risultato.

Altri elettromedicali sono poi utilizzati per migliorare la respirazione, come nel caso dell’aerosol, oppure per stimolare l’apparato muscolare in seguito ad un intervento medico, come gli elettrostimolatori.

Apparecchi Elettromedicali: Normative e Certificazioni

Esattamente come altre categorie di prodotti immessi sul mercato, anche gli apparecchi elettromedicali devono rispettare determinate normative e certificazioni relative soprattutto alla sicurezza d’uso. In particolare, le apparecchiature elettromedicali devono rispettare lo standard EN 60601 relativo alla “sicurezza, le prestazioni essenziali e la compatibilità elettromagnetica di apparecchi e di sistemi elettromedicali“. Tale standard si compone a sua volta di due parti: la prima parte strettamente legata alla sicurezza di base, la seconda invece riguarda i requisiti necessari per gruppi di prodotti specifici.

Chi può adoperare gli Elettromedicali?

Tralasciando gli apparecchi elettromedicali di uso domestico (come il termometro o il pulsossimetro), le altre tipologie di apparecchiature elettromedicali professionali possono essere utilizzate esclusivamente da figure professionali specializzate. È il caso, ad esempio, di dispositivi quali gli strumenti per l’elettrostimolazione e per la magnetoterapia, gli ultrasuoni, i TENS e i generatori di onde d’urto radiali. Questi strumenti possono essere utilizzati esclusivamente da fisioterapisti e massofisioterapisti. La differenza sostanziale tra queste due figure professionali è che il massofisioterapista segue un percorso non universitario rispetto al fisioterapista e per questo motivo è abilitato a praticare determinate terapie solo dietro esplicita richiesta di un medico.