Zucchero nel vino: l’Ue mette a rischio il Made in Italy (e favorisce i furbetti)

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Zucchero nel vino: l’Ue mette a rischio il Made in Italy (e favorisce i furbetti)
zucchero nel vino

Zucchero nel vino sì o no? Da oltre trent’anni l’aggiunta di saccarosio nel vino per migliorarne la struttura spacca in due l’Europa.


Se da un lato, infatti,Paesi come l’Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia, vietano assolutamente questa pratica, dall’altro si trovano Stati Membri come la Francia e l’Inghilterra che, invece, ne fanno uso. Un modus operandi consentito dall’Ue che penalizza i prodotti di qualità.


Zucchero nel vino: l’Ue chiude un occhio


La scintilla della protesta è scoppiata qualche mese fa, durante il negoziato sulla normativa riguardante gli ingredienti da inserire nelle etichette del vino. All’epoca dei fatti (marzo di quest’anno), fonti interne avevano fatto sapere che nella discussione erano stati individuati compromessi praticamente su tutto, tranne che sull’indicazione in etichetta della presenza di zucchero nel vino. Allora, i rappresentanti italiani chiesero all’Ue di imporre la trascrizione in etichetta dell’ingrediente.  Senza, a quanto pare, sortire effetto.


Zucchero nel vino: perché i produttori scelgono di farlo


La pratica di aggiungere zucchero nel vino consente a chi produce di innalzare la gradazione alcolica dei prodotti, in aree meno vocate o esposte a climi più freddi o in casi di annate deboli.


Come accennato, si tratta di una pratica consentita e diffusa soprattutto nei Paesi del Nord Europa e in alcune zone della Francia. È invece severamente vietato nei Paesi Mediterranei a climi più caldi. Come in Italia. Tuttavia, anche in Italia esistono delle regioni più a Nord dove le temperature non consentono ai vini di raggiungere la gradazione alcolica minima per essere immessi sul mercato. E anche in Italia possono capitare annate sfavorevoli. In questo caso, però, i produttori possono rimediare ricorrendo solamente all’aggiunta di altri mosti d’uva a contenuto alcolico più elevato.


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Perché consentire lo zucchero nel vino mina la qualità italiana


Aggiungere zucchero nel vino significa, naturalmente, percorrere una strada più facile e meno dispendiosa. Che si traduce in uno svantaggio competitivo peri produttori di quei Paesi che hanno scelto di vietare la pratica.


Ma non è tutto. Non solo l’Ue consente questo squilibrio tra i suoi Stati membri, ma continua a mantenere un atteggiamento poco trasparente nei confronti dei suoi consumatori, che sono privati della possibilità di distinguere il vino prodotto con sola uva, da quello integrato con zuccheri.


Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, sottolinea l’importanza di armonizzare a livello Ue le regole di produzione. Nel nostro Paese, chi ricorre a questi sistemi viene punito per il reato di frode in commercio. Assoenologi e Great italian food trade hanno rivolto un appello al nuovo ministro per le Politiche agricole alimentari e forestali, affinché promuova in sede UE il divieto di zuccheraggio nell’intero mercato interno e una maggiore trasparenza in etichetta.



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