Virginia Raggi contro Matteo Salvini: “Fa politica sulla pelle dei romani”

Virginia Raggi contro Matteo Salvini: “Fa politica sulla pelle dei romani”

Questa volta è la sindaca Virginia Raggi ad andare all'attacco. Dopo l'ennesima dichiarazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini sul malgoverno della capitale, esternata a margine della gara di Formula E all'Eur lo scorso sabato, la prima cittadina si prende tutto lo spazio per replicare in un'intervista a il Messaggero oggi in edicola. "Io non ci sto. Non si può giocare la campagna elettorale sulla pelle dei romani. Basta. Al di là delle appartenenze politiche, devo e voglio difendere la mia città Siamo stanchi delle sue chiacchiere", spiega l'esponente del Movimento 5 stelle all'alleato di governo che nutra l'esplicita ambizione di portare il prima possibile un sindaco leghista in Campidoglio.

Così replica poi Raggi al leader della Lega che la considera evidentemente inadatto al ruolo che ricopre: "Bene, io ho le spalle larghe e non mi spavento facilmente. Io le villette dei clan mafiosi le ho abbattute, dopo decenni di silenzio delle precedenti giunte: otto case del clan Casamonica buttate giù dalla ruspa. Come, allo stesso modo, abbiamo cacciato gli Spada dalle case popolari che occupavano abusivamente ad Ostia". La sindaca poi torna a chiedere al ministro dell'Interno un impegno concreto per quanto gli compete sulla capitale: "È pronto a mettere a disposizione poliziotti e telecamere? Voglio prenderlo in parola: sulla sicurezza c'è bisogno di maggiore presenza dello Stato se non vogliamo lasciare spazio a formazioni estremiste come CasaPound. Ci sostenga nella richiesta per assumere altri uomini della polizia urbana di Roma".

"Un giorno ogni tanto Roma è positivamente al centro dell'interesse del mondo – ha detto Salvini ai cronisti presenti – Spero che continui a esserlo tutti i giorni della settimana e non soltanto per i topi, la sporcizia, per le metropolitane ferme e per il caos nelle periferie", aveva dichiarato Salvini sabato. Solo due giorni prima aveva raccontato che i romani gli chiedono per strada il suo impegno per la città e un sindaco leghista: "Se ci chiamano, noi ci siamo. Mi è rimasto impresso quel ‘daje Mattè', sono contento dell'affetto che incontro". Ironico il commento dei 5 stelle: "Tojeteje er vino".

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