Tofalo, sottosegretario difesa (M5s): "Rischio sanzioni, non possiamo tagliare la spesa su F-35"

Angelo Tofalo, neo-sottosegretario alla Difesa M5s, nella redazione romana di Fanpage.it indica i principali punti cui sarà dedicata l'azione di governo. Sul tema caldo dell' immigrazione dalla Libia, il programma è chiaro: "Io non ho condiviso la linea del governo che nell'ultimo anno, per far vedere di far qualcosa ha finanziato in maniera microscopica e puntuale alcune tribù locali per bloccare i flussi dei migranti" che invece vanno "gestiti e non subiti". Per fare questo bisogna "lavorare con l'Africa, come vuole fare il governo Conte che mira alla stabilizzazione "dei territori a sud della Libia". Sulla possibilità di blocco navale, a cui si è detta contraria la ministra Trenta, il sottosegretario è possibilista: "Non sono prettamente contrario, di volta in volta bisognerà agire per controllare i flussi". Sul pericolo dell'arrivo in italia di terroristi legati all'Isis dopo la caduta delle roccaforti mediorientali del Califfato, Tofalo indica una via da seguire: "il suggerimento che mi sento di dare è di puntare molto di nuovo su una scuola YouMint per l'intelligence". Sulla questione degli F-35, la cui spesa è stata confermata dal ministero della Difesa, nonostante la storica contrarietà del Movimento 5 Stelle al programma simbolo dello "spreco di soldi pubblici": "Innanzitutto, il contratto di governo è molto chiaro, non c'è assolutamente il diniego e il taglio degli F-35, tra l'altro bisogna un capire quella che è la situazione attuale: un eventuale taglio del programma F-35 comporterebbe all'Italia notevoli sanzioni". E sulla figura delle società di intelligence private, i cosiddetti contractors: "Bisogna fare una legge che regolamenti il settore in Italia".

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