Parla il padre del carabiniere ucciso: "Lo Stato non ci difende, li arrestano e poi i giudici li met

Alle telecamere di Fanpage.it parla Vittorio Reali, padre di Emanuele, il carabiniere di 34 anni morto travolto da un treno nei pressi della stazione di Caserta mentre inseguiva dei ladri: "Emanuele era innamorato del suo lavoro, ma questo non è un lavoro di cui ti puoi innamorare - ha detto il papà del carabiniere - lo Stato non ci difende, loro li arrestano e i giudici il giorno dopo li mettono fuori, va così".
 
"È una morte assurda, non se la meritava - prosegue il signor Vittorio - si era stabilito qui con una famiglia splendida, aveva comprato casa, io sono andato in pensione da poco dopo 43 anni di contributi, ora mi tocca fare il nonno a tempo pieno". Grande commozione a Bellona, il paesino in provincia di Caserta dove risiedeva Emanuele con la moglie e la figlia. La signora Maria Rosaria, vicina di casa dei Reali, ricorda: "Lo vedevo sempre giocare con la bambina nella piazzetta, speriamo che li prendono i ladri, ma anche se li prendono cosa possono fargli".

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