MORTE #PAMELA, FU “OMICIDIO EFFERATO”. I RIS AZZERANO LE FROTTOLE RADICAL-CHIC

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MORTE #PAMELA, FU “OMICIDIO EFFERATO”. I RIS AZZERANO LE FROTTOLE RADICAL-CHIC



Arriva una doccia gelata, uno schiaffo in faccia per tutti quei buonisti radical-chic (persino per la rivista Rolling Stones, che dovrebbe occuparsi di musica e invece fa politica) che – temendo di perdere le elezioni – per giorni ce l’hanno menata dicendo che Pamela Mastropietro non era stata uccisa dai “poveri nigeriani”, dalle “risorse pagapensione nell’albergo a quattro stelle”, vittime del razzismo degli italiani cattivi, ma che era morte per overdose. Colpa sua, insomma.


Noi abbiamo sempre sostenuto il contrario e adesso è ufficiale: è stato “un omicidio efferato” quello di Pamela, poi fatta a pezzi in un appartamento a Macerata. Ora lo dicono apertamente gli investigatori che da oltre dieci giorni lavorano al caso. Le risposte del Ris saranno decisive per attribuire eventuali responsabilità dei quattro indagati nigeriani, in particolare dei tre fermati per omicidio, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e spaccio.


Intanto il quarto indagato, a differenza degli altri, mostra un atteggiamento “collaborativo”. Finora è stato considerato quasi più un testimone che altro ed è indagato tecnicamente in modo da essere sottoposto ad accertamenti irripetibili. Il suo ruolo sembra marginale, e fonti investigative ammettono che non c’è molto di nuovo.


Per Lucky Desmond e Awelima Lucky, il gip di Macerata è stato chiamato mercoledì a convalidare i loro fermi. La decisione del gip potrà basarsi su un quadro più ampio di quello vagliato dopo l’arresto di Innocent Oseghale, fermato il giorno stesso del ritrovamento del corpo.


Il legale di uno degli indagati: “Forse un rito dietro la mattanza”


Prende corpo la pista degli omicidi rituali nigeriani nel massacro di Pamela Mastropietro. Gianfranco Borgani, avvocato del presunto profugo Desmond Lucky, uno degli indagati per l’omicidio e la mattanza sulla ragazza, ammette l’ipotesi del sacrificio umano, terribile pratica ancora in vigore in Nigeria, dove avvengono rapimenti e uccisioni allo scopo di sezionare parti del corpo poi utilizzate per “pozioni di ricchezza rapida” e per essere vendute a “committenti” ed “erboristi che preparano le pozioni”.


“La dissezione è stata fatta da persona esperta, la pulizia della casa e del corpo è molto accurata – spiega al Messaggero – perché allora lasciare a vista i trolley? Perché non gettarli sotto un ponte?”. Forse, si ipotizza, perché qualcuno potesse portarli via. “Forse siamo di fronte a una sorta di rito, dietro c’ è qualcuno il cui nome non è ancora emerso, una persona pericolosa per gli indagati, magari hanno paura anche di ritorsioni verso i parenti in Nigeria e per questo non parlano”, dice il legale.



Fonti autorevoli, anche delle Nazioni Unite, descrivono gli atroci rituali diffusi nelle zone di provenienza degli indagati. Mattanze di “bambini, donne e disabili”, fatti a pezzi nella convinzione che tali scempi accrescerebbero forza e potere. Un rapporto dell’Ufficio immigrazione e rifugiati in Canada del 2012, pubblicato anche sul sito Unhcr (agenzia Onu), è intitolato così: “Nigeria: diffusione di omicidi rituali e sacrifici umani”. In molte zone dell’Africa vige tuttora la tradizione di vegliare il defunto in modo da scongiurare furti e smembramenti atti a confezionari macabri talismani.


Marco Valerio Verni, zio di Pamela e avvocato della famiglia: “Della pista rituale ne hanno parlato autorevoli opinionisti, non mi sento di escluderla”. Il sociologo Alessandro Meluzzi ha parlato apertamente di “cannibalismo rituale della mafia nigeriana”. Intanto, mentre si sta cercando di chiarire la posizione del quarto indagato, un nigeriano 40enne richiedente asilo, l’autopsia ha confermato che Pamela è stata uccisa dal branco di africani, prima di essere sezionata, con due coltellate al fegato e un colpo alla testa.


E Vittorio Feltri oggi, dalle colonne di Libero, si è chiesto: “Perché gli spacciatori hanno ucciso una cliente? Quali pressioni hanno esercitato sulla giovane per costringerla a stare nelle loro mani lorde di sangue? Troppo comodo far passare Pamela per una tossica pronta a tutto pur di farsi delle iniezioni, che peraltro detestava per una sorta di fobia nei confronti degli aghi”. E interrogandosi sul reale movente del delitto, ha concluso: “Non si fa a pezzi una ragazza per averle venduto un po’ di stupefacente”. Già, a meno che il motivo sia un altro…


Fonte: qui e qui


Fact checking

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