#MOLLOTUTTOESCAPPO, “PRELIEVO ZERO”; IL PARADISO A DUE ORE DALL’ITALIA: ZERO TASSE, MARE, SOLE, CUCINA

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#MOLLOTUTTOESCAPPO, “PRELIEVO ZERO”; IL PARADISO A DUE ORE DALL’ITALIA: ZERO TASSE, MARE, SOLE, CUCINA



Dopo il passaggio della Troika e la fase più nera, quando la bancarotta sembrava a un passo, il Portogallo è risorto: sono bastati due anni per tornare ad attrarre mercati e interesse internazionale, tanto che oggi, Lisbona, viene da più fonti citata come esempio positivo in un panorama politico-economico i cui orizzonti non appaiono fulgidi.


Per ultimo il dato sulla disoccupazione: a novembre è scesa all’8,2%, contro il quasi 18% che si registrava nel 2013. Altri indicatori positivi sono quelli relativi all’export, al calo del debito pubblico e soprattutto ai titoli di Stato: lo scorso 15 dicembre lo spread tra i nostri Btp e il Bund era uguale allo spread portoghese.


Oggi, addirittura, i titoli di Stato di Lisbona sono considerati più solidi dei nostri. Insomma, un piccolo miracolo economico, quello operato dal premier socialista Antonio Costa.


Il governo portoghese, però, ora deve difendersi dall’accusa di essere diventato il paradiso fiscale dei pensionati: una terra caratterizzata – a due ore di volo dall’Italia – da prezzi bassi e, soprattutto, tasse inesistenti.



Insomma: mare, sole, buon cibo e nessuna gabella. Il paradiso, appunto. Si pensi che sono oltre 50mila le persone partite da vari Paesi europei, tra cui ovviamente l’Italia, attirate dall’alta qualità della vita, dai prezzi bassi e soprattutto dalla possibilità di poter incassare al lordo la lordo pensione.


Già, perché la legge locale prevede che chi diventa residente “non abituale” non deve pagare tasse sulla pensione per i primi 10 anni. E non si parla di una rimodulazione o di un bonus, ma di una vera e propria politica di free tax. Zero tasse, appunto.


Lisbona, insomma, come terra promessa per gli over 65. Peccato però che le agevolazioni inizino a far arrabbiare gli stessi portoghesi, che al contrario degli stranieri sono costretti a pagarle, le tasse. Ma anche gli altri paesi europei sono sul piede di guerra contro il “prelievo zero” offerto dal governo socialista agli stranieri.


Fonte: Qui



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