Mario Nuti: “State attenti a ciò che desiderate”

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Mario Nuti: “State attenti a ciò che desiderate”

In un articolo uscito sul suo blog prima delle elezioni del 4 marzo, l’economista Mario Nuti offre la spiegazione del perché gli elettori socialisti e socialdemocratici italiani dovessero votare a destra nelle elezioni del 2018: per permettere una netta vittoria della compagine di centro-destra, il cui programma contiene molti elementi di sinistra, e disarticolare definitivamente i partiti liberal-liberisti di sinistra. In questo modo si potrà formare lo spazio per la rinascita di una sinistra, nelle parole di Nuti, vera, socialista e pro-lavoro, contrapposta alla sinistra liberal-liberista del PD e addentellati più o meno radicali. Per quanto riteniamo, diversamente da Nuti, che la rinascita di una sinistra del genere richiederà molto tempo, tutti gli elettori socialisti e socialdemocratici possono almeno dire: mission accomplished!

di D. Mario Nuti, 4 marzo 2018

Indro Montanelli (1909-2001), il prestigioso giornalista e scrittore italiano, ha manifestato in molte occasioni il suo grande disdegno per Silvio Berlusconi, la sua indole e le sue politiche. Eppure nel 2001 Montanelli dichiarò in un’intervista: “Voglio che vinca, faccio voti e promesse alla Madonna perché vinca, cosicché gli Italiani vedano chi è quest’uomo. Berlusconi è una malattia da curare con la vaccinazione, con una buona iniezione di Berlusconi al governo [a Palazzo Chigi]; Berlusconi Presidente dell’Italia [al Quirinale], Berlusconi dovunque desideri andare, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità ottenuta con la vaccinazione” (La Repubblica, 26 marzo 2001).

Nelle elezioni del 13 maggio 2001 la prima parte dei desideri di Montanelli si avverò: Berlusconi e i suoi alleati ottennero la maggioranza assoluta in entrambe le camere del Parlamento.

Montanelli avrebbe dovuto essere più cauto su ciò che desiderava. Il suo giudizio sull’uomo era corretto: a Milano, la corte di primo grado e quella di appello condannarono Berlusconi per frode fiscale nel 2012 e nel 2013. La condanna di quattro anni fu successivamente ridotta ad un anno e tre mesi: una condanna che non scontò mai, in virtù del fatto di essere ultra-settantenne, ma che lo privò dei diritti politici per due anni, fino al 2019.

“È il bugiardo più sincero che conosca, perché è il primo a credere alla proprie menzogne”, aveva detto ancora Montanelli; l’ha fatta franca nonostante un gigantesco conflitto di interessi (con la complicità della sinistra); Marco Travaglio, nel libro B. come Basta, Paperfirst, 2018, racconta come gestì il paese.

Ma d’altro canto Montanelli aveva completamente e tragicamente torto: l’elettorato italiano, che aveva già avuto una breve esposizione a Berlusconi nel 1994-95 e larghe dosi di richiami vaccinali nel 2001-05 e nel 2008-11, sembra ancora incline a spingere la sua coalizione verso la vittoria nelle elezioni del 4 marzo 2018.

Nonostante la prognosi e la cura sbagliate di Montanelli, io azzardo un desiderio simile, anche se in circostanze differenti, riguardo altri partiti e per ragioni diverse.

Al momento c’è una finta sinistra, a suo dire social-democratica, che giustifica se stessa facendo finta di difendere gli interessi dei lavoratori, mentre in realtà distrugge le loro aspettative di vita con politiche iper-liberiste, globaliste e deflattive, promuovendo movimenti no-border di capitali e di forza lavoro, deregolamentazioni, privatizzazioni, la distruzione dello stato sociale e una diseguaglianza senza precedenti dei redditi e della ricchezza.

Inevitabilmente, è necessario un processo in (almeno) due fasi per sbarazzarsi di questa finta sinistra e rendere la sinistra di nuovo disponibile a rappresentare i lavoratori, l’equità, a promuovere l’accesso delle organizzazioni dei lavoratori ai tavoli di decisione, a prevenire la caduta dei salari e la disoccupazione di massa, a rafforzare lo stato sociale in tutte le sue manifestazioni, dall’istruzione alle pensioni e a una sanità decenti, e anche nelle sue attuali, pur carenti, funzioni di semplice rete di salvataggio.

Se questa analisi è corretta, i socialisti e i socialdemocratici italiani dovrebbero votare per il centro-destra, da Noi con l’Italia-UDC alla Lega a Forza Italia. Vinceranno comunque, questa volta. Meglio che vincano bene, prevenendo qualsiasi tentativo dello stato di gettare il paese nel ripugnante caos escogitato da Napolitano nel 2011 e nel 2013, che ha portato a cinque anni di governo illegittimo e incompetente, nonché al collasso di una posizione e di un partito propriamente di sinistra.

Se il centro-destra governa bene, la sinistra avrà un attimo di respiro, necessario a costruire un programma appropriato e la struttura di un partito democratico, e per consolidare il suo elettorato. Come minimo, facendo un passo indietro rispetto alla caricatura di sinistra rappresentata da Grasso, Boldrini e da vecchi arnesi come Bersani. E sbarazzandosi di tutta la deplorevole collusione con la corruzione di Rignano sull’Arno e Laterina [paesi natali rispettivamente di Renzi e della Boschi, ndt].

Il centro-destra potrebbe governare bene, visto che molti degli elementi del programma proposti dall’attuale coalizione di centro-destra dovrebbero essere in un programma della sinistra: tasse più basse sui redditi; controlli sull’immigrazione di natura economica in Italia; nuove relazioni con la UE; una revisione delle regole e della gestione dell’eurozona; allentamento delle norme che ostacolano la possibilità di avere una casa; sicurezza in casa propria; difesa degli interessi italiani a livello internazionale, etc. etc. In effetti è una vergogna che questi temi non siano parte del manifesto della sinistra, o per dirla giusta dei molti manifesti delle cosiddette sinistre.

Bisognerebbe perseguire e attuare un rimescolamento degli elettori in base a questi valori; e questo sarebbe molto diverso dalla scellerata Grosse Koalition di interessi e approcci opposti tenuti insieme esclusivamente dalla ricerca del potere e dal suo mantenimento, a danno dei processi democratici.

E se il centro-destra non riesce a farcela, torneremo a votare di nuovo (e credo che lo faremo) ma questa volta, con una seconda fase del processo, una seconda consultazione popolare, possiamo sperare di avere una vera sinistra da votare. La classe “progressista” e i traditori della nazione possono rimanere sulla loro piattaforma, e non presentarsi come la finta sinistra che è tutto quel che c’è sul tavolo questa volta.

Dixi et salvavi animam meam.

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