LE ARMI COMICHE DI SAVIANO – ControRassegna Blu #23

LE ARMI COMICHE DI SAVIANO – ControRassegna Blu #23

Ecco la nuova edizione della Controrassegna Blu, la rassegna stampa di Byoblu: le notizie che i radar dell’informazione mainstream non rilevano.


Ciao a tutti, sono Federico Greco e sono uno dei tre registi del film-documentario “PIIGS” che venerdì mattina abbiamo fatto quello che la stampa ha definito un’operazione di “guerrilla marketing”. Cioè, abbiamo depositato una statua di due metri e mezzo di fronte all’ex Zecca di Stato, una statua dedicata a John Maynard Keynes.


Sappiamo, perché lo sappiamo benissimo, che i neoliberisti sostengono sempre con più forza che «Nel lungo periodo il mercato aggiusterà tutto», però sappiamo anche molto bene che cosa diceva Keynes, che «Nel lungo periodo saremmo tutti morti». Tra l’altro, gli autori di “PIIGS” hanno lanciato una petizione affinché il Comune di Roma dedichi una strada al grande economista Keynes.


Tra l’altro Keynes è anche uno degli ispiratori della nostra Costituzione.


Keynes, in qualche modo, ispirato decine di economisti. In particolare, in Italia, ha ispirato Federico Caffè, che è il nostro più grande economista.


Facciamo anche via Federico Caffè: va bene?


Niente armi chimiche a Douma: parola di Opac


Tutti ricordiamo la campagna partita ad aprile sui social network, in cui il tuttologo Roberto Saviano invitava a tapparsi la bocca in segno di protesta per il presunto attacco chimico a Douma, in Siria, ordinato dal Presidente Assad. Centinaia, tra personaggi noti e fan dello scrittore, hanno appoggiato l’iniziativa scattandosi una foto con la bocca tappata.
Ma quell’attacco chimico aveva un’unica e sola fonte, peraltro vicina alle milizie: i Caschi Bianchi. Sono stati loro a diffondere le immagini ed a testimoniare l’avvenuto attacco, che avrebbe dovuto convincere il mondo ad intervenire per rimuovere Assad. Fin dai primi momenti, però, in molti hanno espresso dubbi sulla veridicità dell’accaduto, non ultimi il grande giornalista Robert Fisk e il musicista Roger Waters che per primi abbiamo riportato su Byoblu. In seguito alle pressioni internazionali, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) ha inviato sul posto un gruppo di ispettori per repertare campioni ambientali, raccogliere dati e testimonianze. Il 6 luglio è finalmente arrivato il rapporto OPAC, dove si dichiara: “Nessuna traccia di gas nervino a Douma”. Ci si aspetterebbe ora una dichiarazione di scuse da parte di Saviano e dagli altri noti tappatori di bocca, per aver riportato una fake news. Arriverà?


Libia: tra i due litiganti, il terzo gode?


Il primo ministro Al Serraj e il generale Haftar ormai da anni sono al braccio di ferro per il controllo della Libia. Il secondo si è appena detto pronto a lanciare una jihad contro la nuova attività italiana nel Paese: Haftar notoriamente gode infatti dell’amicizia francese, e insieme ad alcune tribu della Cirenaica punta a prendere il controllo della Libia in via -si spera- di pacificazione. Al Serraj, capo del governo riconosciuto internazionalmente, è colui con cui l’Italia ha rapporti più intensi. Ma di lui si dice che “non controlla neppure il suo pianerottolo”. Eppure la stabilizzazione della Libia è ormai improcrastinabile, e il primo passo sono le elezioni che si terranno alla fine del 2018. Ed è qui che arriva la variabile impazzita, quel “terzo incomodo” che potrebbe sparigliare le carte liberando il Paese da entrambi i contendenti: il figlio di Muammar Gheddafi, Saif El Islam, ha infatti appena annunciato la sua candidatura alle elezioni. Secondo alcuni sondaggi, sarebbe di gran lunga il leader più amato e apprezzato del Paese. Vuoi vedere che alla fine, per pacificare la Libia e farla tornare un “Paese normale”, bisognerà contare di nuovo su un Gheddafi?


Troppa Big Pharma, oncologi in imbarazzo


Il sondaggio è pubblicato dall’autorevole British Medical Journal, l’autore è il Collegio Italiano dei Primari Oncologi. I risultati sono estremamente interessanti: la gran parte degli oltre 300 oncologi intervistati si sente in conflitto di interesse, perché ben l’82% dell’educazione oncologica rivolta ai medici è supportata dall’industria farmaceutica. L’associazione sottolinea come ciò  sia pericoloso per la qualità dell’assistenza medica, e ha quindi stilato un documento ufficiale con le raccomandazioni per ”dirigere l’Oncologia verso i principi di trasparenza e correttezza”. Nel documento si richiede inoltre alle Società Scientifiche, di specificare nei loro bilanci i finanziamenti ricevuti dalle industrie farmaceutiche. Insomma, il non tanto velato messaggio è: “Hey, Big Pharma… i medici non sono in vendita!”. E il governo cosa fa? Il Ministro della Salute Giulia Grillo, anche lei medico, aveva annunciato una revisione della governance farmaceutica, forse proprio per evitare forme di pressione da parte della stessa Big Pharma: dobbiamo pensare allora che non solo gli oncologi, ma tutto il sistema della ricerca medica viva lo stesso imbarazzo. C’è da augurarsi che il confine fra marketing e ricerca venga definito il più presto possibile.


BONUS NEWS
Eritrea ed Etiopia, fine della guerra
Subito una buona notizia, e da prima pagina: dopo 20 anni di sofferenze, è ufficialmente finita la guerra tra Etiopia ed Eritrea. I leader dei due Paesi hanno appena firmato la pace, e il ministro dell’Informazione eritreo ha twittato queste bellissime immagini di festa grande. Evviva!


Rocket man per Kim Jon Ung
Mike Pompeo, segretario di Stato USA, è in visita in Nord Corea e ha portato un regalo da parte di Trump. E’ il CD di Elton John “Rocket Man”: il Presidente vuol farsi perdonare per aver chiamato Kim “uomo razzo” in un vecchio tweet. I rapporti, insomma, ora sono davvero idilliaci!


Danske Bank: il nuovo scandalo bancario?
Da fonti di stampa danesi, arrivano notizie inquietanti sulla Danske Bank, che sarebbe al centro di un impressionante giro di lavaggio di denaro sporco attraverso conti in paradisi fiscali e filiali in Estonia. Un nuovo scandalo bancario in arrivo?


Congo, si trivella nei parchi
Non solo Kenia e Niger. Continua lo sfruttamento dell’Africa ad opera delle multinazionali: stavolta tocca al Congo, che ha appena autorizzato trivellazioni petrolifere all’interno di due parchi nazionali protetti. Il governo annuncia “controlli”, ma sappiamo già come andrà a finire…


E’ ormai provato: il cellulare ci spia
Dopo le rivelazioni di Snowden, uno studio dell’Università Northeastern su 17mila app ha definitivamente provato che i nostri telefoni Android ci spiano. L’attività più frequente? Registrare cosa avviene sullo schermo, e poi inviarlo a terze parti. Il tutto a nostra insaputa.

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