Il Segretario alla Difesa USA ammette che “non c’è evidenza” che Assad abbia usato gas nervino

Il Segretario alla Difesa USA ammette che “non c’è evidenza” che Assad abbia usato gas nervino

The Duran commenta una notizia già rilanciata da fonti come Reuters e il Washington Post: il Segretario alla Difesa statunitense, il generale James Mattis, ha ammesso che ad oggi non c’è alcuna evidenza che il governo siriano di Bashar al-Assad abbia effettivamente utilizzato gas nervino (Sarin) contro i propri cittadini come forma di repressione. La notizia è importante perché il presunto uso di armi chimiche da parte del governo siriano contro i civili era una delle maggiori giustificazioni per il sostegno occidentale ai “ribelli” o addirittura all’intervento diretto per rovesciare Assad (un po’ come il presunto possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein, rivelatosi poi “fake news”, ha giustificato la guerra in Iraq del 2003).

di Seraphim Hanisch, 11 febbraio 2018

Attorno al 2 febbraio 2018 il Segretario alla Difesa James Mattis ha dichiarato che gli Stati Uniti “non hanno alcuna evidenza” del fatto che il governo siriano abbia usato il gas Sarin contro la sua gente negli attacchi del 2013 e del 2017. Il più recente dei due scatenò un attacco con missili Tomahawk, ordinato dal presidente Trump, attacco che è stato ritenuto piuttosto provocatorio dalla Federazione Russa nonché, ovviamente, dal governo siriano.

La dichiarazione del segretario Mattis contraddice direttamente il memorandum della Casa Bianca, che fu scritto e rapidamente declassificato per poter giustificare l’attacco americano. Tuttavia il segretario non ha fornito ulteriori particolari alla sua dichiarazione. Ha parlato del fatto che ci furono gruppi di supporto e altre persone, tra cui le ONG e altri combattenti che operavano nell’area, che avevano fornito prove e resoconti di cosa avvenne durante l’attacco col gas Sarin. Le informazioni da loro fornite, però, non giungono ad identificare il presidente siriano Assad come il responsabile dell’attacco.

Non ho alcuna evidenza” ha detto Mattis. “Ciò che sto dicendo è che altri gruppi presenti sul campo – ONG, combattenti sul terreno – hanno riferito che è stato usato del gas Sarin, e stiamo cercando le prove di questo“.

Le informazioni sull’accaduto però sono molto sospette. Newsweek, Reuters e il Washington Post sono tre fonti americane che hanno già pubblicato articoli che evidenziano la contradditorietà dell’evento. Ad oggi non c’è ancora nulla al proposito sul sito di FoxNews, ma non su quello di ZeroHedge.

Il generale Mattis, noto anche col soprannome affettuoso di Mattis “Cane Matto”, è conosciuto per il suo approccio privo di compromessi nell’affrontare i nemici dell’America:

Siate gentili, siate professionali, ma abbiate un piano per eliminare chiunque incontriate“.

Mattis è stato un aperto critico della politica di Obama sul Medio Oriente, e ha menzionato l’Iran come la maggiore minaccia alla stabilità di quella regione.

A detta di tutti, quindi, il generale è fedele all’idea che proiettare il potere americano oltre i propri confini sia una buona cosa. Alla luce di questo, la dichiarazione del generale sembra insolita, e i media che hanno una visione assai poco positiva della presidenza di Donald Trump sono stati fulminei nel buttarsi sulla notizia per evidenziare come il generale sia in disaccordo con il proprio comandante, cioè con il Presidente.

Purtroppo, se tutta questa vicenda riuscirà ad attirare l’attenzione, lo farà fino a che sarà strumentale alla narrazione dei media secondo cui il presidente Trump è pazzo o è stupido, per cui non dovrebbe essere più incaricato di guidare il paese. Non c’è dubbio che verrà utilizzata come ulteriore materiale per invocare il 25esimo emendamento [che riguarda la sostituzione del Presidente in caso di morte, dimissioni, impeachment, ecc., NdT], dato che il Presidente “potrebbe, in un momento di foga, decidere di usare la bomba atomica contro qualcuno“.

È importante considerare che il generale Mattis non ha dichiarato di essere in disaccordo con Trump sulla decisione di colpire coi Tomahawk. Ha solo dichiarato di non essere in possesso di prove che ci fosse il governo siriano dietro gli attacchi col Sarin.

Per approfondire questo punto, è difficile ottenere prove solide su fatti del genere in una zona di guerra. Ci sono tre possibili agenti che potrebbero aver eseguito l’attacco: (1) il governo siriano, (2) i combattenti di uno qualsiasi dei gruppi in campo, come Al-Nusra o l’ISIS, che potrebbero averlo fatto per incastrare il governo siriano, (3) le stesse forze USA, in un tentativo di incastrare il regime di Assad.

Gli americani non sono stati invitati ad aiutare Assad, pertanto la loro presenza in Siria è uno scomodo dato di fatto, e la Siria non può espellerli. Ma non sono mai stati voluti, e perfino per l’opinione pubblica americana il coinvolgimento in un altro paese del Medio Oriente non è affatto in cima alla lista delle “cose che vorrei che il mio paese facesse”.

Il perdente in tutta questa situazione sono gli Stati Uniti, a causa della cattiva gestione di tutto il confitto. Anche se la maggior parte del conflitto e delle azioni americane in Siria si sono verificate durante l’era Obama, è probabile che se gli USA ora radunassero tutte le proprie truppe e si ritirassero verso Israele o il Mar Mediterraneo, o semplicemente se ne andassero, la situazione potrebbe diventare molto peggiore per i russi o per le forze nazionali siriane già presenti.

Il problema è che potrebbero tranquillamente esserci gravi difetti e fallimenti nel sistema di intelligence, che potrebbero aver portato alla decisione di lanciare l’attacco coi Tomahawk. Anche Russia Today ha pubblicato il pezzo su Mattis, perché questo rafforza la narrazione russa sul fatto che Bashar Assad non avrebbe mai usato il gas sulla propria gente. In effetti agli occhi degli occidentali non c’è alcun senso nel fatto che un dittatore possa mantenere il potere quando il suo paese è già diventato teatro di guerra ed è sotto gli occhi delle potenze di tutto il mondo. Ma commettere un eccidio contro i propri cittadini, e farlo sotto tali riflettori, apparirebbe una mossa assurda per un qualsiasi leader.

L’altro problema è la realtà delle condizioni sul campo. Come riferito da questo resoconti, gli americani potrebbero essere in una situazione dove le folli decisioni prese dalle precedenti amministrazioni e forse anche da quella attuale hanno creato una situazione dalla quale non possono più sfilarsi.

Aggiunti di recente