Il passante di Bologna è un progetto nato morto

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Il passante di Bologna è un progetto nato morto
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Mentre tutta Europa si sta dirigendo verso una mobilità sostenibile - con il dichiarato obiettivo di abbattere le emissioni inquinanti dei veicoli - e dopo lo scandalo dieselgate con tutte le ramificazioni che hanno coinvolto anche FCA e circa i 90% del parco auto attualmente circolante, l'Italia sceglie di andare nella direzione opposta. Il passante di Bologna è il massimo esempio dell'anacronismo e del generale "menefreghismo" che l'attuale classe politica, a tutti i livelli, mantiene nei confronti dei cittadini che dovrebbero rappresentare. Questo mostro di cemento, se realizzato, comporterebbe un ulteriore aumento del traffico veicolare privato transitante nell'agglomerato di Bologna a pregiudizio della già precaria qualità dell'aria nella città con grave danno per la salute dei cittadini. Il tutto in un quadro secondo cui, stando agli ultimi dati dell'Agenzia europea per l'ambiente, l'Italia ha l'aria peggiore di tutto il Continente. In Europa lo smog uccide ogni anno 467mila persone. Per quanto riguarda il Bel Paese a causa dell'esposizione al PM2.5 si contano 59.500 decessi prematuri, a causa dell'ozono 3.300, a causa degli biossidi di azoto oltre 21mila.

A Bologna la situazione è tragica, per questo il MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo ha deciso di sostenere e appoggiare la petizione promossa dai Comitati contrari alla realizzazione del Progetto "Passante di Bologna" (sostitutivo del vecchio progetto "Passante Nord di Bologna"), il cui costo stimato dalle autorità ammonta a 650 milioni di Euro. I firmatari denunciano il progetto, annunciato dalle autorità italiane, di procedere alla realizzazione dell'ampliamento dell'asse stradale tangenziale-autostrada transitante, appunto, nella città di Bologna. Una grande opera, tra le altre cose, i cui costi lieviteranno come nella più classica tradizione italiana, dilatando anche i tempi di realizzazione. Stimati oggi in 5 anni.

Il progetto, inoltre, è stato posto all'attenzione dei cittadini in modo inadeguato e non conforme ai dettati della Convenzione di Aarhus e delle direttive comunitarie in materia. Si rilevano difformità tra gli atti di pianificazione messi in opera dalle autorità ai fini del miglioramento della qualità dell'aria e quelli relativi all'assetto delle infrastrutture trasportistiche. I firmatari, preoccupati per l'impatto del progetto sulla salute dei cittadini, chiedono quindi l'avvio di un'indagine approfondita in materia. L'Ordine dei medici di Bologna, in data 13 Marzo 2017, si è espresso per una moratoria al progetto di almeno 12 mesi per valutare l'impatto sull'inquinamento e la salute dei cittadini.

Il MoVimento 5 Stelle ha scelto di attivarsi facendo rete e chiamando in commissione petizioni il consigliere comunale Massimo Bugani, presente assieme alla portavoce per il Parlamento europeo Eleonora Evi. La petizione dei cittadini è rimasta aperta e una lettera sarà inviata alle autorità italiane per tentare di fare luce sulla vicenda. Il passante di Bologna è un progetto nato morto, che deve finire nel dimenticatoio il più presto possibile.

La commissione PETI di oggi, 11 luglio 2017. Sul passante di Bologna dalle 10:12:

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