‘Gravi difetti’ identificati in più di metà dei sistemi di sicurezza dell’aeroporto di Berlino

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‘Gravi difetti’ identificati in più di metà dei sistemi di sicurezza dell’aeroporto di Berlino

Continua la tragicomica saga del nuovo aeroporto di Berlino: durante le ultime ispezioni sono stati riscontrati nuovi difetti nei sistemi di sicurezza. L’ambiziosa infrastruttura tedesca ha ormai accumulato un ritardo di sei anni nei tempi di completamento ed extra costi superiori ai 6 miliardi di euro, a fronte di un budget iniziale di “soli” 2,5 miliardi. Il mito dell’efficienza tedesca – contrapposta agli sperperi italiani – crolla quando confrontato con la realtà.

Di Anja Samy, 24 novembre 2017

Sono ormai passati più di 2.000 giorni da quando l’aeroporto di Berlino avrebbe dovuto essere aperto, e ancora una volta l’avanzamento dei lavori viene ritardato dall’identificazione di difetti nei sistemi di sicurezza.

In un “rapporto sulla situazione dei test agli apparati per la sicurezza in tutto il complesso” redatto dall’Associazione delle Ispezioni Tecniche (TÜV), sono stati riscontrati “gravi difetti” in un sistema di sicurezza ogni sei del terminale passeggeri del futuro aeroporto di Berlino, secondo Tagesspiegel.

Il più costoso progetto di aeroporto mai intrapreso in Germania doveva essere in origine completato nel 2011, ma la cerimonia di inaugurazione venne cancellata all’ultimo minuto a causa di problemi riguardanti la sicurezza antiincendio.

Da quel momento l’aeroporto è rimasto congelato in un ciclo apparentemente infinito di ritardi, mentre parti di esso venivano costruite, modificate e perfino demolite.

Nel giugno del 2017 il direttore dell’aeroporto, Engelbert Lütke Daldrup, aveva annunciato che, a 11 anni dall’inizio della costruzione, funzionavano metà delle porte automatiche.

Poi, appena poche settimane fa, era stato dichiarato che, secondo i calcoli, l’aeroporto era completo all’80%, ma un recente rapporto di 30 pagine del TÜV ha dissolto le speranze di un’apertura imminente.

Sono stati effettuati una serie di test riguardanti l’impianto elettrico nell’area di Mainpier Nord, considerata una sezione relativamente semplice del terminale principale. Ma dopo che è emerso un numero altissimo di problemi, i test pianificati per l’area di Mainpier Süd sono stati immediatamente cancellati.

Come si vede scorrendo il report del TÜV, sono stati suonati diversi campanelli d’allarme a causa di difetti nei sistemi degli spruzzatori d’acqua antincendio, nel sistema di allarme antincendio e nell’illuminazione di emergenza, difetti che ricordano quelli sul sistema dei semafori emersi nei controlli del 2011/2012.

Secondo il report: “I sistemi testati e le apparecchiature non hanno raggiunto i necessari standard applicabili. La sicurezza operativa e l’efficacia dei sistemi difettosi non può essere certificata”.

“Il funzionamento del sistema di evacuazione dei fumi non è approvato”, e in 49 zone su 104 coperte dagli spruzzatori d’acqua antincendio, “sono state rilevate perdite intermittenti di pressione o portate d’acqua eccessive”.

Difetti così gravi implicano che la data di inaugurazione potrebbe essere ulteriormente spostata fino all’autunno del 2020, dato che l’aeroporto di Berlino potrà aprire solo dopo avere ricevuto il via libera da esperti come quelli del TÜV.

Oltre a questo serio problema del rispetto delle scadenze, c’è quello dell’aumento dei costi. Il budget originale del progetto era stimato in 2,5 miliardi di euro, ma è ormai lievitato a 6,6 miliardi.

In aggiunta a questi enormi aumenti di costo ci sono ulteriori piani, annunciati nell’agosto 2017, di creare un’ambiziosa estensione del valore di 2,3 miliardi di euro per ospitare l’alto numero di passeggeri che dovrebbero transitare dal nuovo aeroporto dopo il suo completamento.

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