Eurointelligence – La crisi migratoria 2.0

loading...
loading...
Eurointelligence – La crisi migratoria 2.0

Da Eurointelligence il punto sull’attuale situazione di tensione internazionale che coinvolge l’Italia, con un approfondimento sul contemporaneo dibattito che si sta svolgendo in Germania


  • L’Europa sta vivendo una nuova crisi migratoria – le relazioni diplomatiche tra Francia e Italia hanno raggiunto il punto più basso dopo la decisione di Matteo Salvini di bloccare una nave di rifugiati;

  • – Emmanuel Macron ha definito Salvini irresponsabile e cinico, mentre Salvini ha accusato i francesi di ipocrisia, tenendo conto del numero di rifugiati respinti dalla Francia;

  • – Si intravede un’alleanza politica tra Salvini e Horst Seehofer, il ministro degli interni tedesco, che potrebbe potenzialmente far saltare la grande coalizione in Germania.


L’attuale crisi migratoria è potenzialmente più grave di quella del 2015. Nel 2015, l’arrivo dei flussi di rifugiati siriani ha provocato danni permanenti alla leadership di Angela Merkel, ma senza ferirla mortalmente. Tuttavia quella crisi non ha quanto meno spezzato il fronte dei grandi paesi.

Questo è invece esattamente ciò che sta accadendo ora. La decisione di Matteo Salvini di bloccare l’arrivo della nave Aquarius, con 629 rifugiati a bordo, pone l’Italia in contrapposizione con Francia e Spagna. E, attraverso un complicato processo politico, la Germania potrebbe ironicamente finire dal lato dell’Italia. Gli studiosi della prima guerra mondiale ritrovano uno scenario familiare.

La decisione di Salvini ha scatenato una reazione rabbiosa dalla Francia, con Gabriel Attal, portavoce del partito LREM di Emmanuel Macron,  citato dalla stampa italiana, dice che il comportamento dell’Italia è stato vomitevole. Lo stesso Macron ha definito la decisione irresponsabile e cinica. Il Corriere della Sera riferisce che un vertice pianificato tra Macron e Giuseppe Conte domani è a rischio a causa di tali commenti.

In un’intervista al Corriere della Sera, Salvini ha definito la reazione francese ipocrita, visti i precedenti della Francia nel respingere i rifugiati. Ha inoltre ricordato come il precedente governo francese abbia bloccato il principale valico di frontiera franco-italiano a Ventimiglia nel 2015/2016, per impedire l’ingresso in Francia di diecimila rifugiati sbarcati in Italia. Fra questi vi erano molte donne e bambini. Ricordiamo che questo atto, insieme alla chiusura del passo del Brennero da parte dell’Austria, hanno dato origine in Italia a una fortissima protesta politica,che è stata ampiamente ignorata in altre parti d’Europa. E per finire, Salvini ieri ha twittato in stile Trump che il principio con cui condurrà qualsiasi coordinamento internazionale è: #primagliitaliani.

Nella sua intervista, Salvini ha anche menzionato una conversazione avuta con Horst Seehofer, il ministro degli interni tedesco e il capo della CSU. Su questo tema Seehofer e Salvini sono in sintonia. È inquietante il fatto che contemporaneamente in Germania sia in corso un dibattito che potrebbe potenzialmente diventare molto serio. Seehofer è un feroce critico della politica di immigrazione della Merkel. Come ministro degli Interni, aveva annunciato di pubblicare un white paper questa settimana sulla stessa scia di Salvini – per bloccare tutti i rifugiati alla frontiera. Finora Merkel era riuscita ad impedirlo, ma ora sta affrontando una forte reazione tra i suoi stessi membri del partito, molti dei quali sono d’accordo con Seehofer su questo punto. Alexander Dobrindt, capogruppo della CSU nel Bundestag, ha chiarito che la CSU non è pronta a scendere a compromessi su questo tema. Né la CSU è pronta ad accettare la proposta della Merkel di attendere fino al vertice UE del 28/29 giugno, poiché il vertice non risolverà comunque il problema.

La Sueddeutsche Zeitung riferisce stamattina che la Merkel è stata sottoposta a molte pressioni dall’interno della CDU stessa durante una riunione di ieri del gruppo congiunto CDU/CSU al Bundestag. Ha prevalso la mozione presentata dal leader del gruppo Volker Kauder di rinviare qualsiasi decisione fino a ulteriori colloqui, ma dei 13 parlamentari che si sono pronunciati durante la seduta, 11 si sono espressi contro la Merkel e gli altri due non hanno preso posizione. Die Welt riferisce che la Merkel era visibilmente scossa dopo l’incontro. Merkel e Seehofer dicono di voler cercare un compromesso nei prossimi giorni – il che sembra in contrasto con la posizione ufficiale della CSU di non accettare compromessi. Uno dei motivi per cui la Merkel fa resistenza è il rischio che questa questione presenta di creare uno stallo nell’UE e per la grande coalizione stessa.

Questa combinazione di politica tedesca e italiana rappresenta una sfida potenzialmente molto seria per l’UE. La Commissione è in qualche modo coinvolta, così come la Merkel. Salvini chiede all’UE di proteggere le frontiere italiane, ma perché ciò abbia un senso sarebbe necessaria una svolta politica dell’UE per la quale non è detto che ci sia un consenso diffuso. Inoltre, non bisogna sottovalutare che questa crisi potrà avere nel dibattito italiano sul futuro dell’euro.

Sánchez: una scelta avventata?

Considerando che due settimane fa Pedro Sánchez non si aspettava di diventare PM, e considerata l’urgente situazione di crisi a bordo della nave di soccorso Aquarius, è ragionevole chiedersi se la decisione di permettere alla nave di sbarcare a Valencia sia stata impulsiva e se Sánchez abbia riflettuto bene sulle sue conseguenze. Così commenta Pablo Suanzes, corrispondente di El Mundo a Bruxelles. La decisione è stata generalmente ben accolta in Spagna, e Suanzes afferma che l’Europa ha bisogno di gesti come quello di Sánchez. Allo stesso tempo però ribadisce la necessità di una strategia più ampia, in mancanza della quale lo stesso Sánchez rischia di aver fatto un passo più lungo della gamba.

La prima conseguenza è aver fatto vincere a Matteo Salvini il braccio di ferro con Malta e la Commissione europea sulle vite di oltre 600 persone. Ciò conferisce a Salvini credibilità con i suoi elettori, con ripercussioni anche in merito di diritto internazionale e marittimo. Le questioni migratoria ed identitaria stanno rapidamente diventando l’asse del dibattito politico in Europa, determinanti sugli esiti di diverse recenti elezioni nazionali. In quanto questione europea, ha un impatto sulle frontiere esterne, sulla sopravvivenza delle frontiere interne aperte di Schengen e sulla riforma dei regolamenti di Dublino sull’asilo, bloccata al Consiglio. Questo non è un problema che possa essere risolto con gesti dimostrativi di buona volontà. Si profila un parallelismo con la situazione politica in Germania dopo l’apertura delle frontiere da parte della Merkel.

Aggiunti di recente