Comuni Ciclabili 2018: come far candidare la tua città

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Comuni Ciclabili 2018: come far candidare la tua città
C’è tempo fino al prossimo 30 gennaio per aderire alla prima edizione di Comuni Ciclabili 2018, il riconoscimento ideato da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta per premiare le amministrazioni locali che mettono in pratica concrete politiche per la mobilità su due ruote, rendendo i propri territori bike-friendly e accoglienti per chi si muove in bici.
Un’iniziativa che ha già assegnato 30 bandiere gialle della ciclabilità italiana a località cui, sulla base di diversi parametri di valutazione, è stato attribuito un punteggio da 1 a 5, visibile con altrettanti bike-smile nella bandiera gialla Comuni Ciclabili 2018.
Che grado di ciclabilità dunque hanno i comuni italiani? Dall’inchiesta di Presa Diretta abbiamo visto che non stiamo messi benissimo: a Roma soltanto l’1% della popolazione usa la bici per spostarsi, nonostante i 200 chilometri di piste ciclabili già presenti, mentre sono le realtà decisamente più piccole – Pesaro e Bolzano per dirne alcune – ad aver investito molto di più sulla ciclabilità e sulla sicurezza dei cicloamatori.


È per questo motivo che con l’iniziativa Comuni Ciclabili vorrà valorizzare gli impegni verso lo sviluppo di una mobilità più sostenibile per le persone e l’ambiente e, soprattutto, incentivare a fare sempre meglio per agevolare la scelta della bicicletta come mezzo di trasporto in ogni ambito.
In questa ottica si inseriscono le nuove iniziative di Comuni Ciclabili per il 2018 a partire dalle “pagelle” online dei #comuniciclabili, che evidenziano ciò che ogni amministrazione ha già fatto in tema di mobilità ciclistica individuando anche tutte le aree di miglioramento.
I requisiti per iscriversi a Comuni Ciclabili 2018
comuni cicalibili infografica
I comuni che ambiscono a ricevere il riconoscimento devono possedere almeno due requisiti tra quelli richiesti nella candidatura: uno nell’area infrastrutture urbane (“ciclabili urbane” e/o “moderazione traffico e velocità”) e uno in almeno una delle altre tre aree di valutazione (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”). 

L’idea di fondo – spiega Alessandro Tursi, vicepresidente FIAB e responsabile del progetto – è quella di creare una vera e propria comunità italiana dei Comuni Ciclabili, riconoscibili verso l’esterno ma soprattutto attivi tra loro per momenti di confronto e di scambio di esperienze e best practice in tema di mobilità ciclistica. L’impostazione scientifica del progetto comporta per noi un lavoro particolarmente intenso, ma i risultati si vedono anche dalle sempre più numerose collaborazioni e partnership di alto profilo anche con il mondo scientifico, come quella con il Centro Ricerche Trasporti e Logistica (CTL), struttura di eccellenza a livello internazionale dell’Università La Sapienza di Roma”.




comuni cicalibili mappa
Il primo workshop per la condivisione delle buone pratiche sarà organizzato da FIAB a marzo, in occasione della consegna delle nuove bandiere gialle ai Comuni Ciclabili 2018 che avranno dato la loro adesione entro fine gennaio. Sempre entro marzo sarà presentata e pubblicata online la Guida italiana dei Comuni ciclabili 2018: uno strumento di visibilità verso cittadini e turisti per i territori con la bandiera gialla. 
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Qui è possibile effettuare le iscrizioni.
Germana Carillo
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